Il medico convenzionato con il SSN non paga l’IRAP


La locazione di uno studio, l’utilizzazione di beni strumentali minimi e la presenza di una segretaria a tempo parziale non integrano l’esercizio di una attività autonomamente organizzata per l’assoggettamento all’Irap (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 giugno 2019, n. 16572)

Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, l’esercente la professione di medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, presentava richiesta di rimborso dell’Irap versata per gli anni 2005, 2006 e 2007, allegando l’insussistenza del presupposto impositivo costituito dalla autonoma organizzazione. A seguito del silenzio-rifiuto della Agenzia delle Entrate la contribuente proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Vibo Valenzia, che lo accoglieva con sentenza. L’Agenzia delle Entrate proponeva appello, rigettato dalla Commissione tributaria regionale della Calabria con sentenza. Contro la sentenza di appello l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione.
Il ricorso deve essere rigettato. La sentenza impugnata contiene l’esposizione delle ragioni per cui è stata ritenuta l’insussistenza del presupposto impositivo, avendo i giudici di merito rilevato che la locazione di uno studio, l’utilizzazione di beni strumentali minimi e la presenza di una segretaria a tempo parziale non integrano l’esercizio di una attività autonomamente organizzata per l’assoggettamento all’Irap. La motivazione è conforme alla giurisprudenza di questa Corte secondo cui la disponibilità, da parte dei medici di medicina generale convenzionati con il SSN, di uno studio, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature indicate nell’art. 22 dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, reso esecutivo con d.P.R. n. 270 del 2000, rientrando nell’ambito del “minimo indispensabile” per l’esercizio dell’attività professionale ed essendo obbligatoria ai fini dell’instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale, non integra, di per sé, il requisito dell’autonoma organizzazione. Inoltre non costituisce elemento eccedente il requisito organizzativo minimo indispensabile, e quindi non integra il presupposto della autonoma organizzazione, l’utilizzazione di lavoro altrui non superiore all’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.